Santa Pudenziana: la più antica chiesa di Roma?

Santa_Pudenziana_lasinodoro

Per secoli si è ritenuto che la Basilica di Santa Pudenziana, fosse la più antica chiesa cristiana di Roma. Si riteneva infatti fosse stata costruita sulla domus del senatore Pudente, posta oggi a ben nove metri di profondità sotto l’attuale basilica sita in via Urbana.

 

La casa di Pudente che ospitò San Pietro

Il senatore con le sue due figlie, Pudenziana e la più famosa Prassede, sarebbe stato convertito dall’apostolo Pietro che avrebbe dimorato sette anni nell’abitazione del caro amico. Non esistono però prove storiche che possano confermare con certezza questa antica tradizione, anche se gli scavi hanno effettivamente messo in luce nei sotterranei una domus datata al I-II secolo d.C., che potrebbe essere quindi riconducibile all’antico Titulus Pudentis risalente al 145 d.C. da collegare però alla figlia Pudenziana.

 

La Domus Ecclesiae e le Terme di Novato

Si trattava quindi di una domus ecclesiae, uno dei primi luoghi di riunione e di culto dei cristiani, con accanto un grande impianto termale che tradizionalmente si identificava con le Termae Novatii (Novato era anche lui figlio di Pudente). L’impianto comprendeva due sale: una rettangolare circondata interamente da un ambulacro (che corrisponde oggi alla navata centrale della basilica) e una seconda, più piccola, che costituiva l’ingresso (in corrispondenza oggi della Cappella Caetani); agli estremi delimitavano lo spazio due esedre, una delle quali è ancora presente e costituisce l’abside della basilica.

 

 

 

La traslazione delle reliquie voluta da Pasquale I

Nell’817 papa Pasquale I fece trasferire i corpi di 2.300 martiri dalle catacombe e cimiteri, all’interno della città, per preservarli dalle devastazioni e sacrilegi già verificatesi durante le invasioni dei Longobardi. Fu così che le reliquie iniziarono ad essere distribuite nelle varie chiese di Roma: quelle di Prassede giunsero così nella vicina chiesa a lei dedicata mentre quelle di santa Pudenziana – che subì il martirio a 16 anni, vendendo sepolta nel cimitero di Priscilla sulla via Salaria – giunsero nella chiesa di via Urbana dedicata al padre Pudente.

 

Il mosaico dell’abside

A livello artistico, tutta l’importanza della chiesa può riassumersi nello straordinario mosaico dell’abside a lungo datato al IX secolo e che invece oggi, grazie ai recenti restauri effettuati nel 2000, è possibile considerare un’opera realizzata fra il 410 e il 417 d.C. durante il pontificato di papa Innocenzo I, immediatamente dopo il sacco di Roma da parte dei vandali di Alarico.

Nel mosaico (che come vediamo oggi è frutto di una rimosaicazione fatta da Vincenzo Camuccini nell’Ottocento) è rappresentato Cristo in trono circondato dagli Apostoli (ne sono rimasti dieci, gli altri probabilmente sono scomparsi con le ristrutturazioni cinquecentesche) e da due donne che gli porgono una corona ciascuna, da identificarsi secondo alcuni con le sante Pudenziana e Prassede, mentre secondo altri potrebbero rappresenterebbero i templi dei cristiani (Chiesa) e degli ebrei (Sinagoga).

 

mosaico-abside-basilica-Santa-Pudenziana_lasinodoro

 

Le figure si stagliano davanti a una esedra porticata, dietro la quale si intravede il profilo di una città che potrebbe essere Gerusalemme; mentre al centro del mosaico, si staglia la croce gemmata su un monte che potrebbe essere il Calvario, con accanto i quattro Viventi dell’Apocalisse (l’angelo per San Matteo, il bue per San Luca, il leone per San Marco e l’aquila per San Giovanni). Interessante è anche il piccolo ma prezioso Oratorio Mariano posto alle spalle dell’abside e interamente decorato ad affresco con storie di San Paolo e del suo incontro con la famiglia di Pudente, opera realizzata probabilmente durante il pontificato di Gregorio VII (XI secolo).

Vieni a visitare la Basilica di Santa Pudenziana e quella di Santa Prassede insieme a noi: controlla il programma mensile per scoprire quando!

 

 

Sulle orme di San Paolo a Roma

San Paolo flm_lasinodoro

Tra i santi cristiani più importanti vi è senz’altro San Paolo di Tarso, colui che secondo la tradizione religiosa portò il messaggio di Cristo in Occidente, tra i cosiddetti “gentili” (i pagani non ebrei) giungendo fino al cuore dell’Impero, e cioè Roma.

 

San Paolo a Roma

Qui visse alcuni anni (si pensa che Paolo sia giunto in città intorno al 60 d.C.) tra predicazioni, conversioni e miracoli e sempre qui subì il martirio tra il 64 e il 67 d.C. all’epoca dell’imperatore Nerone. Nonostante siano passati quasi 2.000 anni dal suo passaggio nell’Urbe, ancora oggi migliaia di persone da tutto il mondo giungono in città per conoscere i luoghi del Santo e per pregare sulla sua tomba. Non è un caso quindi che San Paolo sia compatrono della città insieme a San Pietro.

I luoghi frequentati dall’Apostolo delle Genti sono numerosi, tutti carichi di suggestione non solo per il credente ma anche per chi vuole conoscere un aspetto importante della tradizione romana, scoprendo alcuni angoli storici della città, che giocarono un ruolo fondamentale nella creazione della devozione popolare. 

 

Le dimore di San Paolo

Tra i luoghi meno noti della vita di Paolo, vi sono le dimore in cui visse durante il suo soggiorno romano: l’insula di San Paolo alla Regola, nell’omonimo rione, dove sorse successivamente la Chiesa di San Paolo alla Regola. Scavi archeologici hanno messo in luce una stratificazione molto complessa che dall’epoca romana arriva sino ai nostri giorni. Nel I secolo d.C. questa zona era piena di magazzini, che servivano per lo stoccaggio delle merci che giungevano dal vicino Tevere, che furono poi trasformati in una insulae. Secondo gli scritti sacri, è qui che Paolo visse in libertà vigilata, sempre accompagnato da un soldato romano.

A poca distanza da questa prima presunta dimora, e precisamente lungo l’attuale via del Corso, vi è la Chiesa di Santa Maria in via Lata, sorta secondo la tradizione sopra un altro luogo in cui visse in prigionia il santo di Tarso.

Altra importante residenza è quella dei santi coniugi Aquila e Priscilla, sopra cui sorse la Basilica di Santa Prisca, dove Paolo avrebbe dimorato e dove ancora oggi è possibile ammirare, scendendo nei sotterranei, resti di strutture romane attestano che attestano anche la presenza di un importante mitreo.

 

 

 

La prigionia nel Carcere Mamertino

Dopo le dimore di San Paolo si passa ai luoghi che hanno visto compiere il suo destino: i luoghi della detenzione, della morte e della sepoltura.

Paolo, come Pietro, fu imprigionato nel temuto Carcere Tulliano o Mamertino, sulle pendici del Campidoglio: oggi i resti di questa storica prigione sono visibili nei sotterranei della Chiesetta di San Giuseppe dei Falegnami.

 

Carcere-Mamertino_lasinodoro

 

 

Il luogo della morte: l’Abbazia delle Tre Fontane

La località detta delle Acque Salvie, lungo la via Laurentina, divenuta poi delle Tre Fontane (dove dal Medioevo sorge un importante complesso monastico con tre chiese), corrisponde invece al luogo del suo martirio. E’ qui infatti, secondo tradizione, che Paolo venne condotto per essere giustiziato mediante decapitazione: la sua testa rimbalzò per ben tre volte sul terreno facendo così sgorgare miracolosamente tre fonti d’acqua, oggi corrispondenti ad altrettante fontanelle all’interno della chiesa del martirio, la più importante di tutto il complesso monastico. 

 

Abbazia-tre-Fontane_Roma_lasinodoro

 

La necropoli romana e la Basilica di San Paolo fuori le Mura

Il corpo di Paolo venne poi trasportato nella vasta necropoli romana che si apriva lungo la via Ostiense e qui sepolto per volere della matrona Lucina. Ed è proprio in questo luogo che l’imperatore Costantino nel IV secolo d.C. fece erigere la primitiva Basilica di San Paolo fuori le Mura, oggi una delle più importanti della cristianità, scrigno di tesori preziosissimi!

 

 

Scopri quando è possibile visitare insieme a noi questi luoghi controllando il programma mensile!

 

 

 

 

Tracce di Roma ebraica

ghetto_1891-via-portico-dottavia-ex-piazza-giudia_lasinodoro

La comunità ebraica è presente a Roma sin dalle sue origini e si può considerare uno dei pilastri della storia e della tradizione cittadina. Basti pensare che molti racconti e piatti tipici locali sono in realtà di derivazione giudaica, come ad esempio lo squisito carciofo alla Giudia, intramontabile prelibatezza considerata ormai romanesca! Ma non solo.

La città ancora oggi racconta, tramite alcuni suoi luoghi simbolo, le vicende di questa numerosa comunità che nei secoli purtroppo visse momenti di terribile persecuzione ed intolleranza, ma che per fortuna può anche annoverare momenti di aggregazione ed integrazione.

 

La comunità ebraica in epoca romana

Seguiamo allora alcune tracce della Roma ebraica, iniziando proprio dalle origini. Per l’epoca romana non abbiamo purtroppo tracce di sinagoghe in città – a differenza della zona di Ostia Antica – sebbene ne conosciamo l’esistenza tramite alcune iscrizioni, provenienti soprattutto da contesti funebri. Sono infatti i cimiteri ebraici a darci le maggiori informazioni sulla comunità ebraica del tempo: tra le principali catacombe ebraiche menzioniamo quella di Vigna Ranadanini, che si estende tra la via Appia Antica e la via Appia Pignatelli. 

 

 

Quando le catacombe, intorno al IV – V secolo caddero in disuso, agli ebrei fu concesso di essere sepolti nel cimitero nei pressi di Porta Portese, sostituito poi nel XVII secolo e fino al 1849 – quando entrò in funzione il cimitero ebraico del Verano – da quello alle pendici dell’Aventino, dove oggi sorge il Roseto Comunale, che ricorda nella forma dei vialetti che separano le aiuole una Menorah, il candelabro a sette bracci.

 

Roseto-comunale-Roma_lasinodoro

 

 

Gli Ebrei a Roma nel Medioevo

La maggior parte degli ebrei romani vivevano almeno fino al Medioevo nella zona di Trastevere, dove è possibile riconoscere una sinagoga in vicolo dell’Atleta, detto in antico “vicolo delle Palme”: una suggestiva palazzina presenta una facciata arcuata su cui sono incisi dei caratteri ebraici. Questa era solo una delle numerose “Scholae” che sorsero dopo la caduta dell’impero in tutta la città: non erano solo centri religiosi dove si studiavano le Scritture, ma veri centri culturali, dotati di fornitissime biblioteche e frequentati da uomini coltissimi, che acquisirono una grande rinomanza.

 

 

1555: l’istituzione del Ghetto

In seguito la maggior parte della comunità ebraica si spostò a vivere sull’altra sponda del Tevere, in quella zona che prese poi il nome di ghetto, quando nel 1555 venne racchiusa dentro il serraglio (un vero e proprio mura di cinta) per volere di papa Paolo IV Carafa. Ed è proprio in questo angolo di Roma, nel Rione Sant’Angelo, che ancora oggi troviamo le più importanti tracce della comunità ebraica, articolate tutto intorno all’imponente Sinagoga (Tempio Maggiore), la più grande d’Europa, edificata tra 1901 e 1904.

 

 

 

E’ qui che la storia antica si mescola con quella più recente, come ci indicano le targhe affisse accanto al Portico d’Ottavia, ricordando il terribile rastrellamento e la deportazione nei campi nazisti del 16 Ottobre 1943.

 

 

Per fortuna oggi il ghetto si caratterizza soprattutto per la vivacità dei suoi ristoranti che propongono un’ottima cucina giudaico-romanesca, piena di sapori antichi ma sempre attuali! Scopri con noi il ghetto di Roma nella nostra prossima visita guidata!

 

 

Tutti i Musei Gratis di Roma

musei-gratis_roma_zecca_lasinodoro

 

Se la voglia di cultura è molta ma non si vogliono spendere cifre da capogiro, Roma offre vari musei ad ingresso sempre gratuito per tutti. Quali? Iniziamo!

 

GLI 8 MUSEI DEL COMUNE GRATIS PER TUTTI!

Ben otto sono i musei ad ingresso gratuito del circuito dei Musei in Comune e ce n’è veramente per tutti i gusti! Per gli amanti delle antichità interessante risulterà la visita al Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco dove si potranno ammirare le bellezze greche e romane insieme a quelle egizie, etrusche, assire e di molte altre straordinarie civiltà del nostro più lontano passato. Gli appassionati della Roma Imperiale potranno invece entrare all’interno di una delle porte cittadine meglio conservate nel Museo delle Mura, allestito a Porta San Sebastiano e proseguendo poi sull’Appia Antica si potranno ammirare gli imponenti resti del Circo e della Villa di Massenzio per comprendere come vivevano gli imperatori! Gli amanti dell’arte sono accontentati grazie ai due piccoli ma preziosi musei di Villa Borghese: il Museo di Pietro Canonica, casa studio dell’artista piemontese che fu custode attento ed entusiasta della tradizione artistica italiana e il Museo Carlo Bilotti dedicato al grande collezionista che tanto amò l’arte moderna e a lui contemporanea e che qui raccolse opere di Giorgio de Chirico, Gino Severini, Andy Warhol e Giacomo Manzù. Giungendo invece alla storia più moderna due sono i musei imperdibili: il noto Museo Napoleonico e il Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina. Molto curioso e particolare è infine il Museo di Casal de’ Pazzi, sorto nel luogo in cui nel 1981 fu rinvenuto l’ultimo di una serie di siti pleistocenici ormai scomparsi. Tra pannelli didattici e suggestive proiezioni con ricostruzioni virtuali, è possibile ammirare una vero e proprio giardino pleistocenico e osservare da vicino, tra i resti rinvenuti, anche quelli dell’Elefante antico, le cui zanne raggiungevano i 4 m di lunghezza! 

 

 

LE CASE MUSEO VISITABILI SEMPRE GRATUITAMENTE

Sono visitabili gratuitamente anche altre interessanti case museo, come per esempio il Museo Hendrik Christian Andersen, scultore norvegese-americano che qui visse dalla fine del 1800 fino alla morte avvenuta nel 1940; la Casa Museo Alberto Moravia allestita nell’appartamento in cui visse lo scrittore e dove si trova ancora oggi la sua Biblioteca personale; il Museo Giacomo Manzù dove un palazzo costruito ad hoc ospita sculture e opere di Giacomo Manzoni, detto Manzù; ancora la Casa museo Mario Praz, anglista e critico di rilievo internazionale. 

 

 

STORIA MODERNA: il MUSEO STORICO della LIBERAZIONE

Sempre per il ciclo “storia moderna” suggestiva e importante – per non dimenticare – è sicuramente la visita al Museo storico della Liberazione allestito nei locali di via Tasso in cui si era stabilito il comando nazista. 

Museo-storico-della-Liberazione_lasinodoro

 

 

ARTE A COSTO ZERO: CASINO DELL’AURORA PALLAVICINI e CASINO MASSIMO LANCELLOTTI

Gli appassionati di arte potranno inoltre visitare gratuitamente, solo però in apposite giornate, due straordinari gioielli: il Casino dell’Aurora Pallavicini con l’emozionante affresco dell’Aurora di Guido Reni e il Casino Massimo Lancellotti al Laterano con le pitture dei Nazareni dedicati alla Divina Commedia di Dante, alla Gerusalemme Liberata del Tasso e all’Orlando Fuorioso dell’Ariosto. 

 

 

 

I MUSEI GRATUITI SU MODA, MUSICA, TEATRO e TEMI PIU’ CURIOSI!

Se poi si vuole andare alla scoperta dell’arte e della cultura del 1900 imperdibile è il Museo Boncompagni Ludovisi per le Arti Decorative, il Costume e la Moda la cui collezione illustra la storia degli albori del made in Italy! Molto più curiosi, ma ugualmente da menzionare, sono il Museo degli Strumenti Musicali dell’Accademia di Santa Cecilia (MUSA – Museo degli Strumenti Musicali); il Museo del Burcardo dedicato al teatro ed il Museo della Zecca di Roma. Imperdibile è poi la visita, soprattutto se accompagnati da bambini, del Museo del Trasporto – Polo Museale ATAC e del il Museo storico dei Vigili del Fuoco: divertimento assicurato!

 

 

 

COME VISITARE GRATUITAMENTE ANCHE GLI ALTRI MUSEI

Ovviamente merita una menzione anche l’ultima domenica di ogni mese per entrare gratuitamente nei Musei Vaticani e le varie giornate istituite dal MiBac per gli ingressi gratuiti nei musei principali cittadini, il cui calendario è consultabile sul sito “Io vado al museo”. E ancora Roma a costo zero: come? Basterà acquistare la comodissima MIC Card per visitare i Musei in Comune senza più spese! Che volere di più?

E ovviamente, da non dimenticare, le nostre bellissime visite guidate ai Musei di Roma. Tutte le attività sono consultabili sul nostro sito internet: ti aspettiamo!

 

 

Roma Sotterranea: Santa Maria in via Lata

cripta-Santa-Maria-in-via-Lata_lasinodoro

La più importante strada di Roma, via del Corso, ripercorre l’antico tracciato della Flaminia romana, che nel tratto interno alle mura prendeva il nome di via Lata, cioè larga. Cuore di Roma, lungo il suo tracciato si aprono oggi come ieri importanti palazzi e numerose chiese e basiliche, tra cui quella di Santa Maria in via Lata, al di sotto della quale si celano dei misteriosi e suggestivi sotterranei.

 

Santa_Maria_in_Via_Lata_Giuseppe_Vasi_lasinodoro

 

 

I sotterranei di Santa Maria in via Lata

A circa sei metri di profondità infatti sono stati messi in luce i resti di un imponente edificio romano, datato al I secolo d.C., ancora oggi di incerta funzione. Si trattava forse di un portico monumentale: date le vaste dimensioni e la centralità della posizione, doveva essere senz’altro un luogo molto importante.

Nel III secolo d.C. però questo edificio cambiò probabilmente funzione, come si deduce dal fatto che venne suddiviso al suo interno in più ambienti, forse per adibirlo a magazzino: tutta la zona infatti in questo periodo perse la propria funzione di via monumentale, divenendo luogo di commerci e scambi.

 

Dall’epoca romana a quella medioevale

Tra il VII e l’VIII secolo poi questi horrea (magazzini) divennero un luogo di aggregazione di una comunità cristiana che qui organizzò un oratorio e una diaconia, con lo scopo di divenire punto di riferimento a livello assistenziale e devozionale per l’intera zona. E come è facile immaginare, furono apportate importanti modifiche alla struttura romana per poter qui ricavare un ambiente a tre navate adibito al culto e alle necessità della comunità religiosa.

 

Planimetria-sotterranei-santa-maria-via-lata_lasinodoro

 

 

La cripta nei sotterranei di Santa Maria in via Lata

Nel IX secolo, con la costruzione della basilica superiore, questi spazi divennero una cripta, più volte restaurata ed in particolare nel XVII secolo ad opera di Pietro da Cortona, come testimoniano alcuni arredi ancora presenti.  

Tra gli antichi muri dei sotterranei, oggi restano ben poche decorazioni dell’importante apparato che un tempo doveva rendere unico questo luogo: gli affreschi di epoca medievale infatti sono stati staccati e trasportati al Museo della Crypta Balbi intorno alla metà del secolo scorso, per preservarli dall’umidità che si respira nei sotterranei. Ma cosa avremmo potuto ammirare? La serie di affreschi con le storie delle vite di alcuni santi come Sant’Erasmo e dei Sette Dormienti di Efeso, oltre alle storie bibliche del re Salomone e a preziosi arredi come il bel pavimento cosmatesco.

 

sotterranei-santa-maria-in-via-lata_lasinodoro

 

 

La dimora di Paolo, l’Apostolo delle Genti

Ma all’interno di questi sotterranei vi è un’altra curiosità: secondo tradizione infatti, fu qui che nel I secolo d.C. avrebbe dimorato l’apostolo Paolo, tenuto prigioniero e legato ad una colonna corinzia. Vi è inoltre un pozzo, sorto sopra il punto esatto in cui il santo avrebbe miracolosamente fatto scaturire dell’acqua, grazie alle sue preghiere. Questo spiega la profonda devozione dei cristiani per questi ambienti sotterranei e per la sovrastante chiesa dedicata alla Vergine, che oggi ospita alcune opere di importanti artisti seicenteschi molto attivi in ambito romano, come le pale di Giuseppe e Pier Luigi Ghezzi, Giacinto Brandi e Giovanni Odazzi. Vieni a scoprire insieme a noi i sotterranei e la cripta di Santa Maria in via Lata: scopri quando nel programma mensile!

 

 

Le cortigiane di Roma – I parte

Danae-Tiziano_cortigiane_lasinodoro

Roma è sempre stata una meta ambita da parte di numerose persone che da tutte le parti del mondo giungevano in città per i più svariati motivi, e dal Medioevo in poi, in primis per il pellegrinaggio sulla tomba dei santi martiri cristiani. Inoltre Roma era il fulcro dello Stato dei Papi, che nel corso dei secoli la abbellirono ed ingrandirono, riempiendola di straordinari monumenti.

 

Roma: città capitale della fede… ma non solo!

Ma l’Urbe era anche una città di uomini: soldati, commercianti, pellegrini e prelati affollavano le strade e le piazze della città, spesso in cerca di “dolce compagnia”. Ecco quindi che Roma divenne ben presto, oltre che capitale della fede, anche la capitale del sesso a pagamento! Si stima che tra il XV e il XVI secolo le prostitute fossero circa 5.000, su una popolazione di oltre 50.000 persone. Dette donne della “curia”, erano regolarmente registrate nei libri curiali – era infatti lo stesso apposto Tribunale a rilasciare le licenze ai bordelli cittadini – e venivano tassate come tutti gli altri lavoratori cittadini: con i proventi ricavati dalla prostituzione, i pontefici operarono numerosi restauri come quelli per esempio di Ponte Sisto, via di Ripetta e via dei Coronari.

 

Ponte_Sisto_Roma_lasinodoro

 

 

“Donne della Candela” e “Camisare”

Ma le prostitute non erano tutte uguali, ve ne erano infatti di due tipi. Le meretrici di basso rango, spesso ebree o straniere, vivevano in condizioni disumane e una volta divenute troppo anziane per proseguire il mestiere, la loro fine era davvero misera. Erano chiamate in vario modo: “donne della candela o del lume“, perché spesso il tempo della prestazione si misurava proprio dal consumo della cera delle candele, ma anche perché il luogo dove praticavano il mestiere era spesso buio e malsano; oppure erano conosciute come le “camisare” o le “cortigiane gialle” perché alcune di loro indossavano una grossa camicia di questo colore.

Vi erano poi le “cortigiane oneste” e cioè quelle di alto bordo, che oggi chiameremmo escort. Spesso si tramandavano il mestiere da madre in figlia, erano colte, eleganti e raffinate, signore dei salotti più in voga del tempo e molte di loro riuscivano a divenire ricche e potenti (come per esempio Fiammetta Michaelis, amante di Cesare Borgia), affiancando al lavoro di prostitute quello di affittacamere e di usuraie. 

 

casa fiammetta_roma_lasinodoro

 

Alcune divennero muse di famosi artisti e letterati e amanti di alcuni degli uomini più importanti del tempo, compresi cardinali e papi! A differenza delle prime, che dopo la morte venivano gettate nel “campo scellerato” fuori Porta del Popolo, le cortigiane oneste potevano essere seppellite nelle chiese, come per esempio nella Basilica di Sant’Agostino, a pochi passi da piazza Navona, vero “quartier generale” della prostituzione romana!

 

basilica_di_sant_agostino_in_campo_marzio_lasinodoro

 

 

Roma a luci rosse!

E tra gli altri luoghi “a luci rosse” della città merita una particolare menzione Campo de’ Fiori, dove vi erano numerosissime locande e bordelli, come per esempio La Locanda della Vacca gestita da Vannozza Cattanei, amante del cardinale Rodrigo Borgia (divenuto poi papa Alessandro VI).

 

 

Impossibile dimenticare poi la via detta all’epoca “vicolo calabraghe”, oggi vicolo Cellini (proprio di fronte alla Chiesa Nuova)! Sebbene tollerate, le prostitute non godevano di alcun diritto e non era raro che fossero arrestate, umiliate e torturate in pubblica piazza. Questo fece sì che nel corso del Rinascimento sorsero numerosi istituti religiosi con il compito da un lato di dare rifugio alle giovani prostitute convertite e dall’altro di prevenire il problema, dando ospitalità alle bambine orfane e povere, evitando così di farle finire sulla cattiva strada!

 

Per conoscere alcune delle cortigiane più famose di Roma partecipa alla nostra passeggiata tematica (consulta il programma per scoprire quando) o leggi la seconda parte dell’articolo qui!