Il Palatino: la residenza degli Imperatori

Domus_Augustana_lasinodoro

Tra tutte le meraviglie di Roma, passeggiare sul colle Palatino è una esperienza assolutamente da non perdere perché qui tutto racconta la lunga e importante storia dell’Urbe.  E’ qui che leggenda e archeologia si incontrano alla perfezione: scopri quando è in programma una visita guidata al Palatino per scoprirlo insieme a noi!

 

La storia del Palatino

Il colle infatti si dice sia stato scelto dai Greci provenienti dall’Arcadia, quelli che poi avrebbero trovato Ercole ed Enea al loro arrivo, come narra Virgilio nell’Eneide. Ed è proprio sul Palatino che Romolo nell’VIII secolo a.C. avrebbe deciso di fondare una nuova città: Roma. Ed effettivamente sulla cima del colle sono ancora oggi ben visibili alcuni resti di capanne, tracce che confermano l’esistenza di un villaggio proprio nell’Età del Ferro!

Fu così che lentamente l’intero colle iniziò a popolarsi, furono costruiti templi e luoghi di culto e durante il periodo della Repubblica furono molti i ricchi patrizi, appartenenti alla classe dirigente romana, che decisero di edificare proprio qui sontuose domus. Augusto, che sul Palatino era nato, decise di abitarvi stabilmente, dando vita alla prima grandiosa residenza imperiale, proprio a ridosso dei resti delle antiche capanne.

 

La Casa di Augusto e gli edifici più antichi

Sorsero così la sontuosa Casa di Augusto con il grande Tempio del dio Apollo e la vicina Casa di Livia, moglie del primo imperatore romano. Sembrò quindi ovvio ai suoi successori eleggere a propria dimora l’intero colle Palatino.

 

Domus-Augusto-Palatino_lasinodoro

 

I Palazzi Imperiali sul Palatino

Furono così costruiti il Palazzo di Tiberio, ampliato da Caligola, quello di Nerone (la Domus Transitoria), i Palazzi dei Flavi con la Domus Flavia e la Domus Augustana e le ultime aggiunte effettuate da Settimio Severo. Alla fine dell’età imperiale, la collina era ormai occupata da un unico e immenso edificio che, nel suo insieme, costituiva l’intera abitazione degli imperatori.

 

 

Certo oggi non è tutto visibile ma, passeggiando tra i resti, ci si può certamente immaginare la ricchezza, la sontuosità e il potere che questo luogo ebbe nei secoli passati. Tra portici, esedre, edifici di culto, terrazze, padiglioni, giardini, stanze private e sale di rappresentanza, è possibile attraversare questa abitazione, che gli stessi antichi descrissero come una delle meraviglie del mondo antico. Marmi, stucchi, oro, affreschi, pietre preziose, statue, fontane e giochi d’acqua arricchivano i numerosi padiglioni, le sale interne e gli spazi all’aperto.

 

La Domus Flavia: le sale di rappresentanza

Nella Domus Flavia – il settore pubblico della residenza – l’imperatore accoglieva i più importanti personaggi dell’epoca all’interno dell’Aula Regia (la sala del trono), discuteva animatamente con il consiglio di tutte le decisioni politiche e amministrative nella vicina Basilica o ancora organizzava pompose feste e banchetti nella celebre Cenatio Iovis.

 

 

La Domus Augustana: le sale private

La sezione della Domus Augustana invece, costituiva il settore privato del palazzo, in quanto vera e propria residenza dell’Augusto e della sua famiglia. Tra numerose sale e stanze digradanti, alcune delle quali si affacciano direttamente sul Circo Massimo, vi è un edificio più curioso di tutti: lo Stadio, uno straordinario giardino usato anche come maneggio, dove l’imperatore poteva certamente trascorrere alcuni momenti di puro e sano relax.

 

 

Curiosità

Il nome di Palatium (Palatino) passò ben presto a indicare il “palazzo” per eccellenza, quello dell’imperatore appunto, così importante da divenire un nome comune, diffuso in realtà in tutte le lingue europee!

Vieni a visitare questo importantissimo colle insieme a noi! Quando? Controlla nel programma mensile!

 

La Cappella Sistina: quando l’arte diventa divina

cappella sistina-michelangelo-volta-creazione di adamo_lasinodoro

Vero e proprio scrigno di capolavori assoluti della storia dell’arte, la Cappella Sistina è ovviamente uno dei luoghi più significati della cristianità in quanto cappella papale e luogo in cui si svolge il Conclave, l’assemblea dei cardinali  con il compito di eleggere il nuovo pontefice.

 

La A STORIA DELLA CAPPELLA SISTINA: PAPA SISTO IV DELLA ROVERE

La sua realizzazione si deve principalmente a papa Sisto IV della Rovere, il quale chiese all’architetto Giovanni de’ Dolci, tra 1477 e 1480, di occuparsi della ristrutturazione dell’antica Cappella Magna che fu poi consacrata dallo stesso pontefice il 15 Agosto del 1483 con dedica all’Assunta.

 

 

 

Gli affreschi del Quattrocento: non solo Botticelli e il Perugino

Certo è che oggi ciò che incanta migliaia di visitatori è la sua straordinaria decorazione pittorica realizzata dagli artisti migliori dell’epoca: Perugino, Botticelli, Ghirlandaio e Cosimo Rossellini. Il gruppo di artisti lavorò contemporaneamente alla realizzazione dei grandi riquadri che si susseguono lungo le pareti laterali, narrando storie parallele del Vecchio e Nuovo Testamento. Ecco quindi che da una parte troviamo la serie dedicata alla Vita di Mosè e dell’altra quelle della Vita di Cristo. Così per esempio al Viaggio di Mosè in Egitto corrisponde sul lato opposto il Battesimo di Cristo, entrambi opera del Pinturicchio; mentre del Botticelli sono Mosè con le figlie di Jetro, Le Tentazioni di Cristo e La Purificazione del lebbroso. Completava la decorazione della cappella, un bel cielo stellato nella volta realizzato dal pittore Pier Matteo d’Amelia.

 

 

La Cappella Sistina nel Cinquecento: la volta di Michelangelo

Certo è che quando si parla di Cappella Sistina tutti pensiamo immediatamente a Michelangelo. Nel 1508 fu infatti papa Giulio II della Rovere, nipote di Sisto IV, a chiamare il maestro per rinnovare la Cappella Sistina: il cielo stellato della volta infatti non andava più di moda. Michelangelo in soli quattro anni portò a termine una delle opere più straordinarie dell’intera storia dell’arte!

La difficoltà rappresentata dall’ampiezza (circa 800 metri quadri da dipingere) e la nudità della superficie della volta fu superata grazie alla sua straordinaria genialità: diede vita a una struttura architettonica dipinta nella quale collocò poi i vari elementi figurativi. Ecco quindi che tra Profeti, Sibille, lunette con gli antenati di Cristo e vele con vari gruppi familiari, Michelangelo pose proprio al centro dell’opera i nove riquadri con gli Episodi della Genesi, dove la Creazione di Adamo, da sola, rappresenta un capolavoro nel capolavoro!

 

 

 

La Cappella Sistina nel Cinquecento: Michelangelo e il Giudizio Universale

Fu solo dopo 21 anni, e precisamente nel 1533, che Michelangelo tornò ad occuparsi della Cappella Sistina. Questa volta per volere di papa Clemente VII de’ Medici, che incaricò l’artista di realizzare la nuova parete dell’altare maggiore, dove il maestro superò se stesso, dando vita al Giudizio Universale. L’artista iniziò la grandiosa opera nel 1536, durante ormai il pontificato di Paolo III, portandola poi a compimento nell’autunno del 1541.

 

Michelangelo_Giudizio_Universale_Cappella Sistina_lasinodoro
Giudizio Universale

 

Un’opera unica, ineguagliabile, in grado di dominare e sconvolgere il visitatore per la splendida audacia del suo creatore: Michelangelo seppe infatti magistralmente fondere i racconti della Bibbia e quelli della Divina Commedia, dando vita una composizione di eterna e infinita bellezza. Centinaia di anime si presentano al cospetto dell’immenso Cristo Benedicente in attesa del Giudizio: i beati possono iniziare la loro ascesa verso il cielo, mentre i dannati vengono brutalmente respinti e condotti da Caronte, mitico traghettatore, direttamente nella bocca dell’Inferno, davanti a Minosse, giudice dell’aldilà, che Michelangelo decise di rappresentare con la figura di Biagio da Cesena, cerimoniere papale che aveva giudicato l’opera degna di una sala da bagno o di un’osteria per la troppa nudità delle figure. Che smacco il nostro Michelangelo!

Controlla il programma mensile per vedere quando è possibile visitare la Cappella Sistina insieme a noi!

 

 

L’Area Archeologica di Santa Croce in Gerusalemme

area-archeologica-Santa-Croce-in-Gerusalemme_lasindoro

A ridosso delle Mura Aureliane e dell’Anfiteatro Castrense, tra la Basilica di San Giovanni in Laterano e Porta Maggiore, si trova una delle aree archeologiche più interessanti di tutta la città. Esattamente tutto intorno alla Basilica di Santa Croce in Gerusalemme, è infatti possibile ammirare i resti di antichi edifici che risalgono all’epoca romana. Durante il periodo della Repubblica e fino al II secolo d.C., la zona fu scelta dalle più ricche famiglie romane per costruire sontuose domus, eleganti Horti e imponenti residenze extra urbane.

 

Il Palazzo Imperiale: dai Severi a Costantino

In seguito, l’intera area passò in mano imperiale e fu la dinastia dei Severi a dare il via alla costruzione di un immenso palazzo imperiale strutturato in differenti nuclei monumentali, immersi in un vasto parco. L’imperatore Eliogabalo fece aggiungere alla residenza un anfiteatro, un circo e numerosi ninfei, mentre ad Alessandro Severo si deve la costruzione di un grande impianto termale. La villa subì poi un piccolo ridimensionamento quando nel III secolo d.C. l’imperatore Aureliano fece edificare le nuove mura cittadine che di fatto, proprio in questo punto, andarono ad inglobare parte dell’anfiteatro, tagliando in due anche il circo.

 

Palazzo-Sessoriano_ricostruzione_lasinodoro

 

Il Palazzo Sessoriano

Il complesso tuttavia continuò a funzionare con il nome di Palazzo Sessoriano: fu Costantino ad intraprendere nuovi lavori al suo interno per poi donarlo all’amata madre Elena, la quale decise poi di far realizzare una sala come cappella palatina dedicata al culto della Croce di Cristo, nucleo più antico della basilica odierna. Di tutto questo antico splendore oggi resta visibile solo una minima parte, perché con la caduta dell’Impero Romano, la zona di Santa Croce fu progressivamente abbandonata: solo la basilica continuò ad esistere divenendo meta obbligatoria di pellegrinaggio e un importante centro a lungo gestito dai Cistercensi. Ciò che ancora oggi è visibile, ci dà comunque un’idea della grandezza raggiunta in epoca romana.

 

L’Anfiteatro Castrense

Dal lato della Basilica è possibile entrare all’interno dell’Anfiteatro Castrense, il cui nome si riferisce all’idea di accampamento militare (castrum in latino), dato che qui si svolgevano gli spettacoli e le manovre militari in onore della corte imperiale. Dopo essere stato inglobato nelle Mura Aureliane, l’anfiteatro cadde in disuso e lentamente iniziò la sua scomparsa, fino alla realizzazione al suo interno di uno straordinario orto-giardino dei Cistercensi.

 

 

Il Circo e la Basilica Civile

Alle spalle della basilica, si possono invece ammirare i resti del Circo Variano in cui si tenevano i giochi gladiatorii e le corse dei carri e poco più avanti quelli della Basilica Civile voluta da Costantino: una grande sala absidata con la cattedra per il magistrato che presiedeva all’udienza.

 

 

Le Domus costantiniane e la Domus di via Eleniana

Straordinarie sono poi le domus costantiniane, l’area del palazzo destinata ai dignitari di corte, costruite a ridosso delle mura e che restituiscono ancora oggi pavimenti musivi finissimi realizzati con tessere di marmo bianco e nero. Non lontano si trova l’ultima straordinaria sorpresa del complesso: la domus di via Eleniana, scoperta nel 1982 ed interamente decorata con vivaci affreschi lungo le pareti ed eleganti mosaici nei pavimenti.

 

 

Vieni a visitare questa meraviglia insieme a noi: controlla il programma mensile per scoprire quando!