Roma Gratis: come visitare la città a costo zero!

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Roma gratis. Come visitare la città senza spendere un singolo euro? Seguendo i nostri consigli: nessuna attrattiva sarà off-limits!

 

Roma Archeologica

Non darà forse la stessa sensazione di imponenza, ma godere di una vista mozzafiato sull’intera area dei Fori recandosi sulle terrazze panoramiche del Campidoglio, è un’esperienza assolutamente da non perdere. E per non trascurare proprio nulla, basterà passeggiare lungo via dei Fori Imperiali e via Alessandrina per apprezzare da vicino i grandi Fori Imperiali di Traiano, Augusto e Nerva!

 

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Foro Romano

 

Roma e l’arte

Qui veramente non si avrà che l’imbarazzo della scelta perché le chiese e le basiliche di Roma custodiscono al loro interno opere d’arte impressionanti! Qualche esempio? Michelangelo è presente con la “Pietà” in San Pietro o con il monumento funerario per papa Giulio II in San Pietro in Vincoli.  Caravaggio in ben tre chiese: Santa Maria del Popolo, Sant’Agostino e San Luigi dei Francesi. Possiamo poi ammirare le “Sibille” di Raffaello in Santa Maria della Pace… a ognuno il suo preferito!

 

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Sibille

 

Musei a ingresso gratuito

Ovviamente se si tengono in considerazione le prime del domeniche del mese, il gioco è facile perché tutti i musei nazionali sono visitabili a costo zero (per i residenti a Roma sono gratis anche quelli comunali). Qualche suggerimento? Castel Sant’Angelo, Palazzo Altemps, Palazzo Massimo, Terme di Diocleziano e Terme di Caracalla! Sempre gratuiti sono invece i musei di Porta San Sebastiano, la Villa di Massenzio, Porta San Paolo, il Museo Napoleonico e il Museo Barracco. E poi, ricordatevi che i Musei Vaticani sono gratuiti l’ultima domenica di ogni mese!

 

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Castel Sant’Angelo (oggi)

 

Passeggiate Romane: piazze, fontane, quartieri insoliti!

Roma è un museo a cielo aperto e quindi basterà perdersi tra vicoli e piazze per ammirare capolavori di inestimabile bellezza. Michelangelo al Campidoglio, Bernini a piazza Navona con la portentosa Fontana dei Quattro Fiumi e la Fontana del Moro, piazza di Spagna con la famosa scalinata di Trinità dei Monti o la scenografica Fontana di Trevi. Ma anche i più curiosi troveranno qualcosa in grado di stupirli, come per esempio le decorazioni dell’elegante Galleria Sciarra dedicate alla moda, il fiabesco ed estroso quartiere Coppedé o il divertente gioco prospettico di via Piccolomini dove il Cupolone sembrerà più grande o più piccolo se ci si allontana o avvicina!

 

 

Quanto offre la nostra Roma, vero? E questi sono ovviamente solo alcuni suggerimenti per andare alla scoperta della Capitale completamente a costo zero. E prossimamente ne presenteremo molti altri…ma ora controlla il nostro programma mensile per vedere quando puoi visitarli insieme a noi!

 

 

 

Auditorium di Mecenate: residenza di lusso nell’Antica Roma

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Lungo via Merulana e non lontano da piazza Vittorio Emanuele II, nel cuore del quartiere sorto per accogliere il seguito del Re giunto a Roma da Torino dopo l’Unità d’Italia, si trova uno dei monumenti più affascinanti dell’antica Roma: l’Auditorium di Mecenate.

Messo in luce alla fine del 1800 proprio durante i lavori di realizzazione del nuovo quartiere, fu così chiamato dai suoi scopritori, perché lo identificarono con una grande sala per spettacoli o concerti di epoca romana, anche se in realtà oggi gli studiosi propongono tutt’altra destinazione! La grande aula è visitabile solo grazie ad alcune aperture straordinarie (guarda nel programma mensile se è prevista una visita) e una volta entrati al suo interno le sorprese sono molte!

 

Horti di Mecenate: un po’ di storia

La sala faceva parte del complesso residenziale noto come Horti di Mecenate datato al I secolo a.C. di cui oggi purtroppo resta, come unica testimonianza, solo l’Auditorium. Immaginare la loro magnificenza non è affatto difficile, basta infatti ammirare i numerosi reperti e gruppi scultorei esposti in ben tre sale dei Musei Capitolini per capire quanto immensi e sontuosi dovevano essere questi Horti!

 

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Mecenate e il circolo di intellettuali

Mecenate, grande appassionato di cultura,  fu infatti uno dei più importanti protagonisti della Roma antica, grande amico di Ottaviano Augusto, tanto da essere uno dei suoi più fidati consiglieri. Fu così che nei suoi Horti diede vita ad un importante circolo di intellettuali tra i quali vi erano i sommi poeti Virgilio ed Ovidio: in cambio del sostentamento e del supporto economico, chiese loro di dare vita a opere letterarie che esaltassero la figura di Augusto, rendendolo di fatto l’unico punto di riferimento per i contemporanei. Fu Virgilio per esempio a fornire la genealogia divina ad Augusto grazie all’Eneide, contribuendo a rendere la famiglia Giulia (quella di Giulio Cesare e di Ottaviano) erede diretta del grande Enea, fuggito da Troia e sbarcato nel Lazio.

 

La sala interna: pianta e costruzione

Ma cosa dobbiamo aspettarci dalla visita? Dal grazioso giardino esterno, percorrendo una piccola discesa – in parte ancora originale – è possibile raggiunge il cuore della grande aula rettangolare, centro dell’edificio stesso, che già in antico fu concepita come un ambiente parzialmente sotterraneo. La sala così era in grado di offrire ai suoi frequentatori riparo, riservatezza ma soprattutto frescura durante le calde estati romane. Luogo perfetto per l’organizzazione dei banchetti e non è difficile immaginare disposti nel centro i vari triclini ed i tavoli colmi di prelibatezze che il padrone di casa offriva ai suoi ospiti.

 

Auditorium o sala per banchetti?

Ciò che rendeva ancora più spettacolare il luogo era il delicato e rilassante fruscio d’acqua che lentamente cadeva lungo la gradinata del grande ninfeo, che occupa ancora oggi un’intera parete – quella che portò gli scopritori a considerare l’ambiente, un auditorium. Non poteva certamente mancare poi una bella nota di colore.

 

Gli affreschi dell’Auditorium di Mecenate

Ed ecco quindi che all’interno di alcune nicchie ricavate lungo le pareti di tutto l’ambiente, si possono ammirare alcune straordinarie pitture ad affresco con vedute naturalistiche eleganti e molto raffinate. Piante, uccellini in volo, fontane e balaustre trasformano così le nicchie in finte finestre aperte su lussureggianti giardini, che non dovevano essere tanto diversi da quelli realmente presenti all’esterno!

 

 

Le pitture però non erano presenti ai tempi del nostro Mecenate, ma risalgono probabilmente a Tiberio, che Augusto scelse come suo successore e che prima di diventare imperatore visse qualche tempo proprio all’interno degli Horti di Mecenate. Come membro della famiglia imperiale, decise che qualche abbellimento fosse necessario e così ordinò un generale rifacimento, tra cui appunto tutto l’apparato di affreschi ancora oggi visibili.

Oltre alle vedute, vi è anche un registro su sfondo nero con scene dionisiache che corre su tre lati e ci sono pareti di un rosso vivo, il cosiddetto rosso pompeiano, un colore molto costoso che solo un personaggio così facoltoso poteva permettersi!

 

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E visto che di un futuro imperatore stiamo parlando, ecco che decise di far rivestire la parte inferiore delle pareti, l’interno delle nicchie e il pavimento con pregiatissimi marmi policromi. Insomma, gli Horti diventarono così una vera e propria residenza imperiale. Dopo Tiberio non sappiamo chi altro abbia qui vissuto, qualche traccia di intervento testimonia il suo utilizzo all’epoca di Adriano, ma le notizie sono purtroppo assai scarse. Anche se l’Auditorium è l’unica sala giunta intatta fino a noi di quella che doveva essere la sontuosa residenza privata, è ben sufficiente a rivelare e raccontare ai visitatori tutto lo splendore e il lusso dell’antica Roma!

 

 

Terrazze panoramiche di Roma: le 5 più belle!

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Le terrazze panoramiche del centro storico consentono a romani e non, di ammirare l’Urbe da un insolito punto di vista! Qui la nostra speciale selezione delle 5 terrazze più suggestive. Controlla il programma mensile per vedere quando è in programma una visita in questi luoghi straordinari!

 

Pincio

La terrazza del Pincio, immersa nel parco di Villa Borghese, è sicuramente uno degli affacci più romantici di Roma e proprio per questo merita una visita. Con un affaccio diretto su piazza del Popolo e grazie alla luce eccezionale dei tipici tramonti romani, diviene a pieno diritto una delle vedute più invidiate al mondo!

 

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Gianicolo

E’ indubbiamente la terrazza più famosa di tutte. Situata sul colle da cui prende il nome (Gianicolo appunto), alle spalle di Trastevere, grazie alla sua strategica posizione dominante sul Tevere, offre un panorama mozzafiato sull’intera città. Da qui è possibile infatti riconoscere la Basilica di San Pietro, l’immensa cupola del Pantheon, la mole portentosa del Vittoriano e molto altro ancora. Un consiglio: fate in modo di arrivare in cima alle ore 12:00 in punto, quando tre soldati, ogni giorno, caricano il cannone e sparano un sonoro colpo che risuona in tutta la città! La tradizione dello sparo del cannone risale a papa Pio IX il quale, per evitare confusioni di orario, istituì nel 1846 questo servizio grazie al quale vennero “sincronizzate” tutte le campane delle chiese romane, così da suonare all’unisono.

 

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Campidoglio

Se volete godere dello straordinario panorama sulla Roma Imperiale, ma non avete tempo o voglia di attendere in fila per entrare nel Foro Romano o salire al Palatino, basterà recarsi sulle terrazze del Campidoglio per avere letteralmente ai propri piedi tutti i resti della Roma antica: dall’arco di Settimio Severo al Palatino, dalla Via Sacra al Colosseo… tutta l’antica Urbe!

 

Panorama Foro Romano_lasinodoro

 

 

Vittoriano

In piazza Venezia basterà salire sul Vittoriano, il monumento edificato in memoria di Vittorio Emanuele II, per trovare alcune terrazze panoramiche in grado di offrire uno scenario unico con affaccio diretto su tutto il centro della città – ed in realtà fino all’Eur – ma soprattutto sul cuore della Roma antica. Dal 2007 inoltre due ascensori panoramici permettono di raggiungere il punto più alto di tutto il monumento, ma se soffrite di vertigini converrà forse fermarsi un po’ più in basso!

 

Via dei Fori Imperiali_veduta dal Vittoriano_lasinodoro

 

Aventino e Giardino degli Aranci

Se invece cercate un’oasi di pace e tranquillità, lontana dal caos cittadino, il Giardino degli Aranci sull’Aventino è ciò che farà al caso vostro! Parco Savello – è questo infatti il suo nome ufficiale – è  un piccolo e isolato parco cittadino, posto sulla sommità di uno dei mitici sette colli di Roma, l’Aventino appunto, con affaccio diretto sul fiume, custodito e “protetto” da antiche mura medioevali, resti dell’antica fortezza della famiglia Savelli. Da qui il panorama cittadino è realmente insolito… una terrazza che regalerà un affaccio su Roma unico e raro!

 

Panorama giardino degli Aranci_lasinodoro

 

Vedere Roma dall’alto delle sue terrazze non ha eguali!

 

 

I problemi della Roma Antica

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Ti stupiresti se ti dicessimo che i problemi che affliggevano gli antichi cittadini di Roma sono praticamente gli stessi che tormentano quotidianamente i suoi attuali abitanti?

 

Caos, rumore e sporcizia

antica roma problemi_lasinodoroAlcuni dei più affermati studiosi infatti sono convinti che anche 2.000 anni fa i mali della nostra città fossero già presenti. Quali? Ad esempio il caos e il rumore per le strade: sembra infatti che a Roma fosse difficile anche dormire di notte a causa dei continui schiamazzi e che non si trovasse, in tutta la città, un solo posto in cui poter meditare o riposare. Insomma, pare proprio che qualunque posto e qualunque ora del giorno o della notte, fossero scanditi da una serie di fastidiosi rumori! Ma non solo. Roma all’epoca era infatti una metropoli frequentata da una grandissima quantità di persone che portava con sé, quasi inevitabilmente, molta sporcizia e degrado: sembra per esempio fosse uso abbastanza comune quello di gettare la propria immondizia per strada e non di rado si potevano vedere in pieno centro, mandrie di animali da pascolo o randagi. Dunque l’aria e le strade erano tutt’altro che salutari e spesso ci si trovava a camminare su strati e strati di rifiuti, tanto che molte abitazioni periodicamente innalzavano la soglia di ingresso!

 

Traffico

Roma antica incendi_lasinodoroNon poteva mancare poi nell’elenco, la piaga che forse più di tutte ancora oggi attanaglia Roma: il traffico! Qualcuno potrà obiettare: ma come, a quel tempo non esistevano le macchine! Questo è assolutamente vero, ma la situazione doveva comunque essere ingestibile se addirittura Giulio Cesare sentì la necessità, nel 45 a.C., di promulgare una legge che vietasse ai veicoli privati di percorrere le strade dall’alba al tramonto…ovviamente i veicoli del tempo erano carrozze, cavalli, lettighe, ma di rumore e caos ne facevano eccome! Sembra infatti che, proprio come per noi oggi, fosse complicato prendere due appuntamenti in una stessa mattina, perché il traffico selvaggio non permetteva di spostarsi rapidamente da una parte all’altra della città.

 

Immigrazione illegale

Tra le varie problematiche sembra ci fosse anche quella dell’immigrazione illegale con purtroppo alcune spiacevoli e tristi conseguenze, come per esempio la prostituzione e le rapine. Le zone di Roma che più erano colpite da questo fenomeno sembra fossero l’Appia e l’Ostiense, proprio cioè le aree vicine alle più importanti vie consolari e alle loro stazioni di servizio.

 

Mercato immobiliare: affitti alle stelle

E’ indubbio che l’arrivo ogni giorno nella Capitale di numerose persone provenienti da tutte le province del vasto impero, avesse generato una serie di conseguenze piuttosto pesanti anche sul mercato immobiliare: l’affitto degli alloggi per esempio, nel giro di pochissimo tempo, era quadruplicato, divenendo davvero molto esoso anche per i più benestanti. Risultato? Una selvaggia speculazione edilizia che in breve tempo aveva disseminato Roma di enormi edifici, simili alle nostre case popolari, molto alti e di qualità scadente. Conseguenza? Facile immaginare i numerosi e ripetuti crolli, con ovviamente tutte le ripercussioni del caso.

 

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Il problema della sicurezza

Dunque anche gli antichi dovevano far fronte alle pecche derivanti dalla cattiva gestione degli appalti e alla corruzione che si aggirava facilmente in queste circostanze. In ultimo poi, ma non per importanza, vi era il problema della sicurezza, soprattutto notturna. Sembra infatti che aggirarsi in alcuni luoghi dell’Urbe a notte fonda non fosse molto raccomandabile, perché la rapina, lo stupro o addirittura l’omicidio erano sempre dietro l’angolo, tanto che il poeta Giovenale così ironizzava sulla questione: “potresti passare per un negligente […]se vai fuori a cena senza aver fatto testamento”!